A. Casiccia, Lavoro, tempo, equilibri mutanti

Autore: | Rubrica: Questioni | 1.720 Visite No comments

Abstract

Vi è una relazione complessa tra il capitalismo del XXI secolo e la dimensione “tempo”. Si registra infatti un’accelerazione delle operazioni finanziarie e una relativa lentezza nella ripresa della produzione industriale: quindi uno scenario di mancanza di occupazione per le nuove generazioni e di aspra competizione fra lavoratori. Nello stesso tempo, si nota un’intensificazione riguardo ai ritmi di lavoro, alle innovazioni labor saving, all’insicurezza del posto di lavoro, oltre che alla velocità di processo nelle strategie manageriali. Ogni sopravvivenza delle strutture materiali, degli impianti e soprattutto dei sistemi di produzione classici è considerata un ostacolo, una sorta di “attrito”. Ma lo stesso giudizio si estende alle classiche relazioni industriali che hanno caratterizzato la seconda metà del XX secolo: azione dei sindacati, contratti collettivi, leggi e istituzioni dirette a proteggere i lavoratori dalle insicurezze inerenti al mercato.

Questo paper intende proporre una metaforica applicazione a quelle problematiche del sunnominato concetto termodinamico di “attrito”, con i possibili, ambivalenti effetti nello sviluppo del sistema industriale, ma anche nelle prospettive di crescita economica e nel futuro della stessa società capitalista.

Abstract (english)

There is a complex relationship between 21th century capitalism and the “time” dimension: acceleration in financial trading but slow recovery from crisis in industrial economy (with unemployment for the new generations and crude competition among workers). At the same time, we notice a work intensification, a new series of labor-saving innovations, a growing job insecurity and an increasing speed in managerial strategies. Any survival of the factory’s material structures and of the classical production systems can be seen as an obstacle, a sort of “friction”. But the same approach is applied to the classical industrial relations of the second half of 20th century: action of unions, collective bargaining, laws and institutions which had traditionally protected workers from the insecurity of the market.

This paper propose to metaphorically apply, in these discussions, the above mentioned thermodynamic concept of “friction”: with the connected and ambivalent effects in the development of industrial systems, but also in the next economic growth and even in the future of capitalist society in itself.