B. Gregg, Il contenimento di Covid-19: diritto alla privacy contro diritto alla salute pubblica [tr. it. di P. Monti e C. Rebuffo] | Containing COVID-19: A Human Right to Privacy versus a Human Right to Public Health [in lingua originale]

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Abstract

Nel contesto della pandemia di coronavirus, la raccolta di dati dovrebbe prevalere sul diritto individuale alla privacy o viceversa? In questo saggio cerco la quadratura del cerchio argomentando a favore sia del contact-tracing obbligatorio, sia di una base legale avanzata che protegga la privacy quanto possibile nel contesto di tale obbligo. Il mio obiettivo è quello di motivare la partecipazione popolare al contact-tracing obbligatorio anche se tale partecipazione limita temporaneamente il loro diritto individuale alla privacy. Se una comunità politica democratica liberale offrisse una protezione legale forte alle persone che sacrificano una parte del proprio diritto di privacy allo scopo di supportare uno sforzo collettivo più efficace nel contenere il virus, e se i cittadini avessero una buona ragione per fidarsi sia dello stato sia del settore privato quanto alla gestione delle proprie informazioni sanitarie, allora, in una prospettiva consequenzialista, un approccio che conferisce priorità alla diffusione dei dati sarebbe preferibile rispetto al dare priorità alla privacy. Sostengo, inoltre, che il contact-tracing legalmente obbligatorio è compatibile con i diritti umani, in quanto il conflitto fra il diritto umano individuale alla privacy e il diritto umano collettivo alla salute può essere risolto, ancora una volta, in termini consequenzialisti.

Abstract (english)

In the context of the coronavirus pandemic, should data collection trump individual privacy rights or vice versa? I attempt to square the circle by arguing both for mandatory contact-tracing and for an improved legal basis for protecting privacy as much as possible under such a mandate. My goal is to motivate popular participation in mandatory contact tracing even as that participation temporarily infringes individual privacy rights. If a liberal democratic political community offered strong legal protection for persons who sacrificed some privacy rights for the sake of a more effective collective effort to contain the virus, and if citizens had good reason to trust both the state and the private sector with their private health information, then, from a consequentialist standpoint, a data-first strategy recommends itself over a privacy-first approach. I further argue that legally mandated contact-tracing is compatible with human rights, whereby an individual human right to privacy conflicts with a collective human right to health, a conflict resolvable, again, by consequentialist means.


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