D. Sisto, “Stroncato da un male incurabile”: come la morte tecnica ha prevalso sul morire

Autore: | Rubrica: Ricerche | 2.044 Visite No comments

Abstract

Nel presente saggio il mio intento consiste nello spiegare il motivo per cui nella società contemporanea si è imposta una concezione tecnica della morte. In primo luogo, vengono descritte brevemente le caratteristiche che il rapporto tra la vita e la morte ha assunto nello spazio pubblico odierno; in secondo luogo, tento di spiegare le ragioni filosofiche a fondamento di tali caratteristiche, a partire da un'interpretazione di Bichat da parte di Foucault. Infine, voglio mostrare come la rimozione sociale della morte sia strettamente legata a una sua interpretazione meccanica legata al principio del funzionamento. Sulla base di tali considerazioni, ritengo necessario tornare a pensare alla morte come criterio e misura della vita, quindi come aspetto che definisce e struttura da un punto di vista esistenziale e pedagogico ogni singolo uomo.

Abstract (english)

In this essay, my intention is to explain why a technical conception of death has become predominant in contemporary society. Firstly, I will briefly describe the features that the relationship between life and death has acquired in present-day public space; secondly, I will try to explain the philosophical reasons which are at the basis of those features, starting from Foucault's reading of Bichat. Lastly, I intend to show how the social repression of death is strictly bound to its mechanical interpretation, based on the principle of functioning. From these observations, I believe it is necessary to go back to conceiving death as criterion and measure of life, so as an aspect that defines and structures every single individual from an existential and pedagogical point of view.