E. Piras, Cooperazione allo sviluppo e giustizia globale intergenerazionale: ridefinire il dovere di assistenza?

Autore: | Rubrica: Questioni | 149 Visite No comments

Abstract

Nel saggio "Il diritto dei popoli" John Rawls definisce le linee guida per la politica estera delle società liberali. Uno dei punti maggiormente dibattuti della sua proposta è il dovere di assistenza, ovvero il dovere (condizionato e limitato) delle società liberali di contribuire allo sviluppo economico e politico delle società svantaggiate. Il presente contributo presenta il dovere di assistenza nella cornice concettuale della teoria della giustizia internazionale rawlsiana e propone di arricchire la discussione, avanzando la domanda: quali obblighi di giustizia legano le società sviluppate del presente alle società in via di sviluppo del futuro? In particolare, riformulare il problema da una prospettiva intergenerazionale può fornire nuovi elementi per una discussione delle argomentazioni che consentono di giustificare schemi ridistributivi globali sufficientaristi, come quello proposto da Rawls, o per giustificare soluzioni egualitariste, come quelle preferite dagli autori cosmopoliti. Una terza possibilità, illustrata nella parte finale del contributo, è quella di ridefinire il dovere di assistenza e le politiche di cooperazione allo sviluppo delle società liberali.

Abstract (english)

In his essay "The Law of Peoples", John Rawls defines the guidelines for the foreign policy of liberal societies. One of the most controversial points of his proposal is the duty of assistance, i.e. the (conditional and limited) duty of liberal societies to contribute to the economic and political development of disadvantaged societies. This article proposes to critically present the duty of assistance and enrich the discussion by asking the question: what obligations of justice link the developed societies of the present to the developing societies of the future? In particular, reformulating the problem from an intergenerational perspective may provide new elements for a discussion of the arguments to justify sufficientarian global redistributive schemes, such as the one proposed by Rawls, or to justify egalitarian solutions, such as those preferred by cosmopolitan authors. A third possibility, illustrated in the final part of the contribution, is to redefine the duty of assistance and the development cooperation policies of liberal societies.