Francesco Fistetti, Da Mauss al MAUSS: la nascita di un nuovo paradigma filosofico e scientifico

Autore: | Rubrica: Ricerche | 311 Visite No comments

Abstract

Nella prima parte di questo saggio ricostruisco a grandi linee la storia della tradizione di ricerca della Revue du MAUSS (acronimo di Movimento Antiutilitarista nelle scienze sociali), fondata da Alain Caillé nel 1981, che si rifà all’antropologo Marcel Mauss (1872-1950), nipote di Émile Durkheim, e autore del celebre Saggio sul dono (1925). Mauss ha inaugurato il paradigma del dono, che nel corso degli anni è stato via via sviluppato e arricchito da un folto numero di studiosi: filosofi, sociologi, antropologi, psicanalisti, economisti. La Revue è diventata, perciò, uno dei luoghi più fecondi di un dialogo interdisciplinare tra la problematica del dono, intesa come “fatto sociale totale, e i temi centrali della cultura contemporanea: il riconoscimento, la cura, l’identità di genere, la giustizia sociale, la pace tra le nazioni, lo sviluppo umano, ecc. Nella seconda parte, metto in evidenza l’originalità del testo di Philippe Chanial, “Nos généreuses réciprocités. Tisser le monde commune” (Actes Sud 2022), uno dei frutti più maturi della riflessione attorno al concetto di dono, alle sue ambivalenze e alle piste innovative di indagine da esso aperte sullo statuto delle relazioni interumane: la cittadinanza, l’ospitalità, il capro espiatorio, il rapporto con la natura, la giustizia globale e soprattutto l’istanza di una concezione del mondo capace di contrastare concretamente la riduzione del soggetto a homo œconomicus e della società moderna a mera società di mercato.

Abstract (english)

In the first part of this essay, I broadly reconstruct the history of the research tradition of the Revue du MAUSS (an acronym for the Antiutilitarian Movement in the Social Sciences), founded by Alain Caillé in 1981, which is based on the anthropologist Marcel Mauss (1872-1950), grandson of Émile Durkheim, and author of the famous Essay on the Gift (1925). Mauss inaugurated the paradigm of the gift, which over the years has gradually been developed and enriched by a large number of scholars: philosophers, sociologists, anthropologists, psychoanalysts, economists. The Revue has therefore become one of the most fertile places for an interdisciplinary dialogue between the problem of the gift, understood as a 'total social fact', and the central themes of contemporary culture: recognition, care, gender identity, social justice, peace between nations, human development, etc. In the second part, I highlight the originality of Philippe Chanial's text, 'Nos généreuses réciprocités. Tisser le monde commune" (Actes Sud 2022), one of the most mature fruits of reflection on the concept of gift, its ambivalences and the innovative paths of enquiry it opens up on the status of inter-human relations: citizenship, hospitality, scapegoat, the relationship with nature, global justice and above all the demand for a conception of the world capable of concretely opposing the reduction of the subject to homo œconomicus and modern society to a mere market society.