G. Sergi, Politicità degli stereotipi sul medioevo: tra propaganda e luoghi comuni

Autore: | Rubrica: Questioni | 297 Visite No comments

Abstract

Il medioevo è il periodo storico su cui si raccontano più luoghi comuni, perché è esso stesso un luogo comune. I risultati della ricerca professionale non arrivano alla cultura diffusa perché il vecchio medioevo immaginario è comodo così com’è, sia per pigrizia sia per calcolo politico. Ad alti livelli si inventano inesistenti origini nazionali, ai bassi livelli si presentano come medievali riti ed eventi di fantasia, utili alla promozione turistica. Il medioevo come contenitore di tutte le brutture della storia (soprattutto come simbolo di ciò che viene prima del progresso) riesce a convivere con frammenti di nostalgia: nostalgia di un medioevo gerarchico a destra, di un medioevo comunitario e solidaristico a sinistra. L’articolo contiene vari esempi.

Abstract (english)

The Middle Ages is the historical period on which more commonplaces are told, because it is itself a commonplace. The results of the professional research do not reach the widespread culture because the old imaginary Middle Ages is useful as it is, both for laziness and for political plans. At high levels, inexistent national origins are invented, at low levels sham medieval events are useful for the promotion of tourism. The Middle Ages as a container for all the ugliness of history (above all as a symbol of what comes before progress) coexist with fragments of nostalgia: reactionary nostalgia for a hierarchical Middle Ages, progressive nostalgia for community and solidarity imagined as medieval. The essay contains various examples.