S. Carella, Proto-biotecnologie all’inizio dell’età moderna. Alcune questioni campanelliane

Autore: | Rubrica: Ricerche | 696 Visite No comments

Abstract

Quando nel Medioevo e poi nel Rinascimento antiche geneses come quella lucreziana tornano ad essere dibattute, Tommaso Campanella entra nella disputa con una visione metafisica assolutamente peculiare. Qui l’esistenza non è né una congiuntura fortuita, né un’ipostasi finalisticamente prefigurata, ma un crinale, un’estremità sfumata fra natura autotelica e sapienza divina, fra i propria principia e la scintilla di un dio. In questo contesto la più avanguardistica biotecnologia alchemica si configura come laboratorio di ricerca fertile e spregiudicato sulla natura umana, la quale, tuttavia, continua a conservare una specificità non-dicibile. Pur ammettendo la fattibilità di trapianti, gestazioni surrogate, generazioni spontanee, esperimenti frankensteiniani ante litteram, Campanella si riserva un dubbio circa la governabilità di ciò che − come anima o come spirito o come sapienza − pare proprio impossibile da «pigliar in alambicco».

Abstract (english)

When during the Middle Ages and the Renaissance ancient Geneses, as the Lucretian one, started to be discussed again, Tommaso Campanella stepped into the debate with a very peculiar metaphysical view: existence is not a fortuitous circumstance, neither a teleologically prefigured hypostasis, but a ridge, a nuanced edge between the autotelic nature and the divine wisdom, between the propria principia and a God’s spark. Within this context, the most avant-guardiste alchemical biotechnology appears as a fertile and unprejudiced research laboratory on human nature, which, however, keeps preserving its ineffable peculiarity. Although admitting the feasibility of transplants, surrogacies, spontaneous generations and ante litteram frankensteinian experiments, Campanella casts a doubt on the control of what − as soul, spirit or knowledge − appears to be absolutely impossible to «catch in the alembic».