Alice Giarolo, Conflittualità e policromie della forma urbana: Da uno studio di caso sul Centro storico di Curitiba
Abstract
L’articolo, attraverso uno studio di caso svolto nella città di Curitiba (Brasile), cerca di descrivere la «natura caleidoscopica del continente sudamericano», focalizzandosi sulle diverse modalità di abitare il Centro storico della metropoli brasiliana. L’orizzonte teorico spazia dalla geografia fenomenologica alla geografia metaforica, fino alle geografie più che rappresentazionali, intessendo un dialogo con la concettualità filosofica. Dal punto di vista metodologico, l’approccio fenomenologico e «artigianale» si focalizza sulla micro-scala delle pratiche quotidiane e la loro descrizione, anche in chiave trasformativa. Dalle «geografie banali», che rimandano, in questo studio, all’analisi delle rappresentazioni maggioritarie che propongono un’immagine-sintesi della forma urbana di Curitiba, si giunge alla descrizione della città in carne e ossa. Attraverso un rapporto sinestetico e percettivo tra luoghi e corporeità è possibile approdare ad una politica sensibile degli spazi comuni che non nega le conflittualità spaziali, ma, valorizzando le relazioni concrete con la materialità del milieu, diventa capace di riconoscerne la singolarità e la dimensione «geo-poetica».Abstract (english)
Through a case study conducted in the city of Curitiba (Brasile), this article seeks to describe the «kaleidoscopic nature of the South American continent», focusing on the different ways of inhabiting the historic centre of the Brazilian metropolis. The theoretical horizon ranges from phenomenological geography to metaphorical geography, to more than representational geographies, weaving a dialogue with philosophical conceptuality. From a methodological point of view, the phenomenological and «artisanal» approach focuses on the micro-scale of everyday practices and their description, including their transformative key. From «trivial geographies», which in this study refer to the analysis of mainstream representations that offer a synthetic image of the urban form of Curitiba, we arrive at a description of the city in the flesh. Through a synaesthetic and perceptive relationship between places and corporeality, it is possible to arrive at a sensitive policy of common spaces that does not deny spatial conflicts but, by valuing concrete relationships with the materiality of the milieu, becomes capable of recognising its singularity and «geo-poetic» dimension