Ricardo Rozzi, Verso un’etica bioculturale della convivenza con i fiumi e la biosfera
Abstract
Di fronte alla grave crisi socio-ambientale che stiamo affrontando, è urgente ripensare il nostro rapporto con la natura. Propongo un’etica bioculturale basata sulla convivenza tra esseri umani e altro-umani in habitat condivisi. Attraverso il modello triforme di «habitat, abitudini e coabitanti» integro dimensioni biofisiche, culturali e sociopolitiche per affrontare questa complessità. Da una prospettiva poetica, giuridica ed ecologica, invito ad ascoltare «le voci dei fiumi» e a riconoscerli come comunità viventi e interdipendenti. Questa visione contrasta con la prospettiva moderna dominante che ha concepito i fiumi come semplici risorse sfruttabili. Il nuovo costituzionalismo latinoamericano sfida questa logica e propone di riconoscere i fiumi e la natura come soggetti di diritto, come esemplificato dalla Costituzione della Colombia. Questa trasformazione cerca di avanzare verso una giustizia ecosociale e interspecie, che sarà possibile solo se tutti – popoli indigeni, comunità locali, scienziati, artisti, filosofi e cittadini in generale – assumeremo un ruolo attivo di «custodi» o «guardiani» dei nostri fiumi e territori. L’etica bioculturale guida così il passaggio dall’attuale necroceno – un’era caratterizzata dalla distruzione e dall’omogeneizzazione – verso un futuro bioceno, una nuova cultura della cura che valorizzi la vita nella sua diversità biologica e culturale e rigeneri i legami che ci uniscono ai fiumi e alla biosfera condivisa.Abstract (english)
Given the serious socio-environmental crisis we face, it is urgent to rethink our relationship with nature. I propose a biocultural ethic based on cohabitation between humans and other-than-human beings in shared habitats. Through the «3H» model – Habitats, Habits, and co-Habitants – I integrate biophysical, cultural, and socio-political dimensions to address this complexity. From poetic, legal, and ecological perspectives, I invite the reader to listen to «the voices of the rivers» and recognise them as living, interdependent communities. This vision contrasts with the dominant modern perspective that has conceived of rivers as mere exploitable resources. The new Latin American constitutionalism challenges this logic and proposes recognising rivers and nature as subjects of law, as exemplified by the Constitution of Colombia. This transformation seeks to advance towards eco-social and interspecies justice, which will only be possible if all of us – Indigenous peoples, local communities, scientists, artists, philosophers, and citizens in general – take on an active role as «custodians» or «guardians» of our rivers and territories. Biocultural ethics thus guides the transition from the current necrocene – an era marked by destruction and homogenisation – to a future biocene, a new culture of care that values life in its biological and cultural diversity and regenerates the bonds that unite us with rivers and the shared biosphere.