Asia Leonardi, Metanoia, ascesi, rivoluzione. Note sul Cavallo pallido di Boris Savinkov

Autore: | Rubrica: Ricerche | 14 Visite No comments

Abstract

Il presente contributo si propone di indagare i processi di costituzione del sé rivoluzionario alla luce delle riflessioni di Foucault e di Hadot sulla nozione di conversione. L’intento è mostrare come l’adesione a un principio rivoluzionario non si esaurisca in un atto intellettuale, ma presupponga, piuttosto, una vera e propria trasformazione esistenziale che incide direttamente sull’ethos del soggetto. L’architettura teorica presentata viene esemplificata attraverso un caso di studio: Cavallo pallido, di Boris Savinkov, romanzo semi auto-biografico ambientato durante la Rivoluzione russa del 1905, in cui viene messo in scena il dramma etico del militante terrorista, diviso tra l’imperativo etico del “non uccidere” e il “devi uccidere” del comandamento terroristico. Il sacrificio rivoluzionario diventa così la testimonianza del valore di un’altra vita: morire per la causa appare allora l’unico modo per essere all’altezza dell’ideale, di annullare la colpevolezza e lo stesso delitto.

Abstract (english)

This paper investigates the processes of constitution of the revolutionary self through Foucault’s and Hadot’s reflections on the notion of conversion. It highlights how adherence to a revolutionary principle is not merely an intellectual act but presupposes a profound existential transformation directly affecting the subject's ethos. The theoretical framework is exemplified through a case study: Boris Savinkov’s The Pale Horse. Set during the 1905 Russian Revolution, the novel portrays the ethical drama of the terrorist militant, torn between the moral imperative “thou shalt not kill” and the terrorist commandment “you must kill”. Revolutionary sacrifice thus becomes a testimony to the value of a different life; death for the cause becomes the only way to live up to the ideal, neutralizing both guilt and the crime itself.


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